“Niente paura, questo è l’ultimo esame facile della vostra vita” disse la prof di Lettere. Fuori dall’aula, nel juke-box, Louiselle intonava a voce spiegata: Andiamo a mietere il grano.

Tempi lontani; terza media e poca scienza, tant’è che il significato allusivo delle parole: “e fra le spighe dorate / avrai la mia estate ed il mio cuor” scivolava via inavvertito in ¾. Ma giugno continua ad essere tempo di esami e di mietitura.

Se c’era una cosa che mi piaceva quasi quanto l’andare in classe per raccontare l’Angelica che fugge, Milton sulle Langhe, o gli amori ancillari del giovane poeta torinese, era la Maturità. Oggi Esame di Stato.

Nel testo dell’Ecclesiaste messo in musica da Pete Seeger (e cantato dai Byrds) si dice che c’è un tempo per la semina e uno per il raccolto. Ed è soltanto per questo costante vizio di tornare alle canzoni di un tempo, collocate dal ricordo in un mio mito del tutto personale, che cito il testo biblico: nulla di religioso e molto di ancestrale piuttosto, ché sulla distinzione fra la speranzosa fatica della semina e la gioia non meno impegnativa del raccolto era già assai ferrato mio padre, e il suo prima di lui, ch’eran nati contadini.

Mi è sempre piaciuta la Maturità, anche la notte prima; persino la canzone di Venditti. Forse perché la mia trascorse in parte seduto su un muretto in un tentativo di corteggiamento (che alla lunga si rivelò infruttuoso, per vacanze anticipate della corteggiata), avendo per galeotto l’ultima raccolta delle poesie di Pavese. Strumento infelice, devo dire, per una diciottenne.

Ma l’indomani uscì il tema sulle Lettere di Gramsci: “Tu scrivimi sempre …”. Mi piaceva un sacco fare la Maturità: non bocciavo mai nessuno. Che si fossero o meno entusiasmati nel corso dell’anno per la gloriosa sconfitta nella guerra civile spagnola e per le sue canzoni, o per la finta lotta di Zeno contro l’ultima sigaretta, o per la rincorsa a perdifiato verso Fulvia, punteggiata dalle raffiche fasciste e che rimane sospesa lì, nel cuore e nella mente …, dopo le prove scritte qualcosa da mietere nel colloquio orale restava sempre. Con un sorriso.

https://www.youtube.com/watch?v=GbPl91kTFro

 

 

Annunci