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La prima volta fu in Roma città aperta, anche se al momento non ne sono sicuro, ma nazisti al pianoforte, SS che suonano, membri della Gestapo che ascoltano musica, mentre “di là” si tortura, si uccide, si brutalizza e si violenta, da allora in poi (sino al Pianista?) non sono mai mancati nella cinematografia.

Io che non ho mai visionato Schindler’s List per intero, l’altro ieri ho trovato questo: (in part. da 1.42 in poi)

In Italia no; meno. Paese del belcanto (dicono) ma … Qualcosa a Salò, come ci mostrò Pasolini, e come ricorda De Gregori, anche quelle che stavano dalla parte sbagliata: “quando scendono per colazione puoi sentirle cantare”.

Poi c’è l’orchestra dei prigionieri di Auschwitz, quella di Theresienstadt, quelle degli altri campi. Lo scrive Primo Levi in Se questo è un uomo: “Quando questa musica suona, noi sappiamo che i compagni, fuori nella nebbia, partono in marcia come automi; le loro anime sono morte e la musica li sospinge, come il vento le foglie secche, e si sostituisce alla loro volontà. …e perché, oggi ancora, quando la memoria ci restituisce qualcuna di quelle innocenti canzoni, il sangue ci si ferma nelle vene, e siamo consci che essere ritornati da Auschwitz non è stata piccola ventura”.

Poi c’è Anita Lasker-Walfisch, che arriva ad Auschwitz nel 1943 e ne esce viva perché mentre la stanno rapando e tatuando il numero le scappa di dire: Io suono il violoncello. E così, mentre fuori fumano i camini, lei conversa di musica con la nipote di Gustav Malher (che dirige quell’incredibile orchestra) e si salva.

E poi c’è quella poesia bella e terribile di P. Celan: “Lui grida vangate più a fondo il terreno e voi e voi

cantate e suonate impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri

spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza”.

Si intitola: “Fuga di morte”, dove anche “fuga” è termine musicale; poesia dove c’è un maestro tedesco con gli occhi azzurri che grida, minaccia, brandisce staffili, aizza mastini, uccide …; e la sera scrive poesie ad una Margherita (faustiana) dai capelli d’oro mentre Suleima va in cenere.

Tutto ciò per arrivare a dire che ho scoperto questo bellissimo brano

Ps: Il fatto che l’abbia mandato (ultimo fra tanti) ai miei compagni di coro e che qualcuno mi abbia risposto di non mandarne più, ché metto ansia, può dirvi come mi sento.

 

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