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L’Ariosto era un allegrone, sembrava che la guerra gli piacesse; ma a parole, s’intende, perché sappiamo quanto patì lontano da Ferrara (dove Amore gli aveva imprigionato il cuore), ma anche dopo il segreto matrimonio con la vedova non pare che sian state tutte rose e fiori. Comunque: cortigiano era e gli Este dovette ingraziarseli e farli divertire. Fantasia ne aveva.

Per esempio. La leggenda dice che Astianatte (figlio di Ettore e Andromaca) venne ucciso dal figlio di Achille che lo gettò giù dalle mura di Troia. L’Ariosto (che per la verità riprende qui il Boiardo), dice che no, che il piccolo si era salvato; scampò, giunse in Sicilia dando origine alla progenie del famoso Ruggero. E qui, da buon cortigiano, ci mette del suo: “Voi sentirete fra i più degni eroi, che nominar con laude m’apparecchio, ricordar quel Ruggier, che fu di voi e de’ vostri avi illustri il ceppo vecchio”.

Giorgio Seferis era un poeta greco, premio Nobel nel 1963. Scrisse numerose poesie, molte delle quali amate da Mikis Theodorakis che trasse da alcuni di quei versi ispirazione per alcune delle sue più celebri canzoni.

Anche Seferis scrisse su Astianatte, ma alla crudeltà della leggenda antica preferì il mito successivamente ripreso da Boiardo e Ariosto.

Ora tu stai partendo e il tuo bambino

Dato sotto quel platano alla luce

Lo prenderai con te.

Fu un giorno di strepitanti trombe,

Di armi incandescenti. Sopra il verde

Specchio d’acqua, colanti di sudore

Erano chini i cavalli, le narici

Liquide nella vasca si tuffavano

Gli ulivi con le rughe dei nostri padri

Le rocce con la mente dei nostri padri

E del nostro fratello entro la terra

Il sangue di vivente erano gioia

Piena di forza, un’armonia sovrana

Per anime che sapevano

Essere la propria preghiera

Ora che parti e che del compimento

Il giorno è sorto, e che ciascuno ignora

Chi ucciderà, come verrà la fine,

Con te prendi il bambino che ti nacque

All’ombra di quel platano: maestri

Gli siano gli alberi.

(trad. di Guido Ceronetti)

Di seguito il brano musicato da Theodorakis

ORA CHE TE NE ANDRAI Ora che te ne andrai prendi con te anche il bambino che vide la luce ai piedi di quel platano un giorno che squillavano trombe e baluginavano armi e i cavalli coperti di sudore piegavano il collo a sfiorare la verde superficie dell’acqua nella pozza con le loro umide froge. Gli olivi con le rughe dei nostri padri le pietre con la saggezza dei nostri padri e il sangue del nostro fratello ancor vivente nella zolla erano una robusta gioia una ricchezza ben costrutta per le anime che conoscevano le loro preghiere. Ora che te ne andrai, ora che il giorno della resa dei conti si affaccia, ora che nessuno sa chi dovrà uccidere e come sarà la sua fine, prendi con te il bambino che vide la luce sotto il fogliame di quel platano e insegnagli la riverente cura degli alberi.

Astianatte oggi

Il piccolo profugo in braccio ad un militare (ANSA/AP Photo/DHA) TURKEY OUT

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