Tag

,

Il libro uscì nel ’98; stasera, parlando con un amico, ho scoperto che entrambi lo stiamo leggendo per la prima volta. A lui per la verità l’hanno prestato con obbligo di restituzione (c’è la dedica dell’autore!) per via del fatto che, ad agosto, è andato una settimana in quei posti raccontati nel libro, anche là dove hanno ricostruito il ponte. Io …, per la verità ne cercavo un altro del quale ho letto una recensione, ma arrivava nel pomeriggio. Così visto questo e mi son detto: Perché no?
Tosto. Il libro è scritto con sangue e carne straziata; non che ci si aspetti di meno, ma siamo assai lontani dai miei ricordi più musicali: Lalli, CSI … Cupe vampe, Mostar.

Concittadini eravamo, ma le nostre strade non si incontrarono mai. No, mai è troppo: la prima fu nel 2006 per il suo libro più noto, e poi un anno fa per il suo ultimo, discutibile assai. A parlar male di “Garibaldi”, proprio qui, in città, ci va del coraggio …, e forse anche ingratitudine, desiderio di rivalsa … chissà. Quel che è certo è che non ci si può far scudo della qualifica di romanziere, che se pure ne ha alcune caratteristiche, quello non è un romanzo.
Non lo era neanche il libro del 2006, quello che piacque a tutti, a tanti almeno, “il più bel libro sugli anni Settanta” disse un docente universitario di storia contemporanea. Persona che non lesina giudizi affilati ed estremi pur mantenendo un sempiterno sorriso. Piacque a molti quel libro (pure a me), strano non ne abbiano ricavato un film, ché gli elementi c’erano tutti. A migliaia si riconobbero in quel che eran stati 30 anni prima, ma piacque, credo, soprattutto il fatto che la voce narrante fosse un “gregario”, poco più d’un testimone, uno che, lo disse l’autore stesso in un DVD che racconta una microstoria vicina e parallela, non aveva imboccato “quella strada lì” solo perché aveva fisicamente paura.
Insomma, ogni tanto ci sono questi (il napoletano pro-TAV che suona la chitarra male come me, è un altro), coi quali umanamente non mi incontro, non sono romanzieri, ma sanno scrivere bene.

E’ ora di scrivere d’altro, adesso.

Annunci