Come nel resto dell’anno, peraltro.

Questa https://www.youtube.com/watch?v=AzRdS9kNQvo
sta nella colonna sonora de L’ombrellone, un film di Dino Risi che viene dopo Il sorpasso e che, naturalmente, non lo supera. Ma non è un brutto film, soprattutto nella prima parte; poi però prevalgono le scempiaggini di Raffaele Pisu e il personaggio della signora Valdaneri, così il film è destinato ad affondare e la fiocinata decisiva è data da uno squallido dialogo fra Luttazzi e la Sandra Milo in splendida forma (fisica). All’inizio e alla fine del film c’è anche Il mondo, cantava J. Fontana.
Tutto sommato un momento bassino per la commedia all’italiana.
Di tutt’altro livello un film come Il commissario Pepe, sempre commedia all’italiana è, ma si tratta di Scola, qualche gradino più su di Risi nelle mie preferenze. Trovajoli scrive le musiche e ci infila questa. https://www.youtube.com/watch?v=kz9oyipaf8k

Ci fu un periodo in cui nella commedia all’italiana si usavano molto le canzoni, specialmente nei film ambientati in località marittime. Servivano forse per dare un senso di leggerezza, l’idea di una vita frivola, spensierata e spendacciona che la borghesia italiana stava allora scoprendo, soprattutto d’estate (tutti ingegneri, commendatori e dottori in quei film, con qualche residuo di neorealismo che, anche volendo, non si riusciva a cancellare).
Di quei film, la canzone che mi piace di più è questa:

Oltre a Visconti, anche Pietrangeli non piaceva a Rodolfo Sonego (cfr. Tatti Sanguineti, Il cervello di Alberto Sordi, Adelphi, 2015). E mi dispiace.
Perché, a parte tutto, Sonego, nato a Belluno e passato per Torino prima di approdare a Roma, era bravo. Ma quella Vita difficile scritta per Sordi e soprattutto l’essersi fatto soffiare Il sorpasso, forse lo costrinsero a “lavorare” troppo sul comico romano, e se costui dovrà essergli grato in eterno per aver così costruito il personaggio e il carattere di un certo tipo di italiano (forse non preponderante allora, ma oggi in gran voga), e noi, forse, ci siamo persi qualche altra bella sceneggiatura meno “indirizzata”.

Questa delle canzoni dentro i film non era naturalmente una prerogativa soltanto italiana, anzi.
Fra i miei ricordi c’è questa, splendida canzone che viene citata anche in Una questione privata di Beppe Fenoglio.

e poi anche questa sequenza e questa splendida chitarrista
Anche nella Spagna franchista si cantava dentro i film

Poi, a metà dei Sessanta, arrivarono i film “musicarelli”; e le canzoni presero il sopravvento sulla sceneggiatura e su tutto il resto.
E persino Theodorakis pianse.

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