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Nel 1959 avevo sette anni, uno in più di mio nipote. Livio Berruti forse sperava in una futura medaglia sui 200 piani, non credo nell’oro, però. Nei giorni di mercato, a Reggio Emilia confluivano in massa mediatori e braccianti, la Celere al momento era occupata altrove. A Cuba festeggiavano. Da qualche anno Coppi non era più il campionissimo, ma era ancora vivo. Vivissimo ancora il quasi settantenne Francisco Franco che farà ancora in tempo a farne assassinare molti: Julian Grimau nel ’63, per esempio. Al Festival di Cannes vince Orfeo negro, ma premiano anche I 400 colpi e Godard proietta Fino all’ultimo respiro, con i magnifici Belmondo e Jean Seberg. In concorso c’è anche Luna di miele, un filmetto (credo), coproduzione anglo-spagnola che in Francia uscirà solo nel ’61 e nel Regno Unito addirittura nel ’62. Forse del film la cosa migliore è la parte musicale e coreografica. Marino Marini e il suo quartetto, musica di Theodorakis (ma l’arrangiamento non è suo). https://www.youtube.com/watch?v=JS_awZY0b6M#t=124 Qui una versione forse più vicina all’originale, eseguita a Mosca nel ‘63 https://www.youtube.com/watch?v=hGpP0ykO0gQ#t=63 e qui loro quattro, ai tempi di She loves you, e di Please Please Me https://www.youtube.com/watch?v=yzy2J1MLvOQ c’è anche il film qui

Visto fino in fondo il film non è neanche male (con tutti i limiti che si possono prevedere in una pellicola del genere, tuttavia …). Nel ’59 la Spagna franchista iniziava i suo desarollo (lo sviluppo), affidandolo a tecnocrati affiliati all’Opus Dei, pertanto non credo sia sbagliato pensare che la coproduzione anglo-spagnola di questo film, che contiene anche belle cartoline e una serie di spunti turistico-culturali, avesse la non trascurabile finalità di presentare un territorio destinato ad attrarre investimenti anche stranieri.
Al centro di Luna di miele ci sono due storie d’amore. Una è quella fra Antonio e Anna; lei è una ex ballerina, appena sposata – in luna di miele appunto – affascinata dal lavoro di Antonio, che come lei è ballerino professionista, incontrato casualmente dai due coniugi australiani in viaggio di nozze. L’altra storia e quella che deriva da un’antica leggenda – che ricalca un po’ la storia di Giulietta e Romeo, nonché una novella del Decameron: amori contrastati e con tragica fine – dal titolo Gli amanti di Teruel. Antonio vorrebbe Ludmilla come partner in una sua coreografia che si intitola appunto Los amantes de Teruel, lei sarebbe anche disponibile, ma il marito è contrario per ovvi motivi (e dimostrerà la sua contrarietà abbandonando la consueta Coca cola per una fiasca di vino tinto).

La stessa Anna (questa volta  nei suoi veri panni di Ludmilla Tcherina) sarà poi protagonista, nel ’62, di un film musicale con la regia del francese  R. Rouleau. Questa volta le musiche furono firmate soltanto da Theodorakis (mentre nel precedente c’era anche un lungo episodio commentato musicalmente con L’amor brujo di De Falla).
Qui la canzone del film cantata da E. Piaf con musica di Theodorakis.
Poi la canzone ebbe un testo diverso (Città bella) scritto dal fratello di M. Theodorakis e la cantarono in molti. Qui Petros Pandis.

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