Poiché “tutte le strade portano a Roma”, per recarci a Praga potremmo partire dalla Sardegna. Da Giuseppe Fiori; Peppino lo chiamavano.
Giornalista e scrittore, fu anche parlamentare per tre legislature nel gruppo dell’allora Sinistra Indipendente. Autore di due biografie su Gramsci e su Berlinguer (Enrico), scrisse anche su Emilio Lussu e sui fratelli Rosselli; poi anche un saggio sull’ambiente barbaricino, dal quale Lizzani trasse il materiale narrativo per il suo film Barbagia, e pubblicò anche la Vita di Michele Schirru, un anarchico emigrato negli States (era già là al tempo di Sacco e Vanzetti), poi tornato in Italia con l’intenzione di ammazzare Mussolini ed abbattere così il fascismo. Scoperto, venne fucilato a Forte Braschi nel 1931. Fu anche dalla sua vicenda che Lina Wertmuller  si ispirò per quel Film d’amore e d’anarchia che ebbe un certo successo nei primi anni ’70 e che conteneva quella bella canzone: “Canto per rabbia e per amore … “
https://www.youtube.com/watch?v=r9bEHz59Dyw

Per un certo periodo, dopo la riforma della RAI nel ’75 che tolse il controllo del servizio pubblico dalle sole mani del Governo assegnandolo al Parlamento, Fiori fu vicedirettore del TG2 e me lo ricordo, ogni domenica dopo il pranzo, comparire in video per fare il punto, con semplicità, precisione e senza sconti per nessuna parte politica, sui fatti della settimana. Fu però nel 1993 – e qui arriviamo finalmente a Praga – che Fiori pubblicò con Einaudi il romanzo Uomini ex. lo strano destino di un gruppo di comunisti italiani.
 

“ Sul finire degli anni Quaranta, 466 partigiani comunisti italiani, di cui la maggior parte del triangolo rosso emiliano, per sfuggire al carcere cui sono stati condannati dalla giustizia italiana, espatriano in Cecoslovacchia, a Praga. Si lasciano alle spalle anni di lotta ed episodi mai chiariti di cui ancora oggi si discute con fatica e dolore. Molti di essi, sollecitati da Fiori, hanno accettato di raccontare per la prima volta i drammi di cui furono protagonisti prima nell’Italia liberata, poi nella Cecoslovacchia comunista, fino all’invasione russa del’68. Fiori riannoda i loro alterni e drammatici destini di partigiani, le esperienze umane e di lavoro a “Oggi in Italia” e a “Radio Praga”, i rapporti tormentati con il socialismo reale e reinventa tutto in chiave narrativa, restituendo alla nostra memoria l’itinerario umano e politico di persone che per decenni sono state dimenticate dai partiti e dalla storia. Per questo, il romanzo di Fiori, proprio perché basato su vicende e personaggi autentici, costituisce un’importante testimonianza documentaria, un nuovo contributo alla conoscenza di una piccola porzione d’Italia imprestata al destino e alla storia di un altro paese ”. (dalla quarta di copertina).

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