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Da Repubblica di oggi, intervista a Francesco De Gregori:
“Il ‘Cesare perduto nella pioggia’ è Cesare Pavese”. Fin qui niente da dire, avevamo letture in comune e l’ho azzeccata fin da subito; quel che non mi convince viene dopo. “Avevo letto tutto di lui, e nella biografia c’è questo episodio di quando una sera aspettò per una notte Costance Dowling, donna bellissima, ballerina che lo illuse e poi lo lasciò”.
Bellissima è vero, ballerina (di fila) anche, ma forse soltanto in America; qui venne come attrice, conobbe Pavese, lo frequentò un poco (ma al premio Strega, vinto con La bella estate, lo scrittore andò accompagnato dalla sorella di lei, Doris). Non credo si possa dire che “lo illuse”, probabilmente fu lui a volersi illudere per un’ultima volta; in verità Costance, come racconta lui stesso a Davide Lajolo, scappò dal suo letto, nell’albergo di Roma, per andare in quello di Andrea Checchi.
La pioggia. In verità Pavese parla di una “ballerina” in qualche lettera all’amico Mario Sturani (fra il ’26 e il ’27), nello stesso periodo in cui si ha notizia di una sua lettera a Milly (lettera che l’allora giovane soubrette riferisce di non aver mai letto, in quanto la sua corrispondenza veniva controllata dal fratello, o dai genitori).
Nulla di più probabile, quindi, che quel verso di De Gregori (ascoltato per la prima volta sulla spiaggia di Gaeta in un’estate dello scorso secolo) unisse due, forse la prima e l’ultima, delle poche donne di Cesare Pavese.

Aggiungo a questa noticina il tag “Torino”. Quanto (o più) delle due sopracitate, la donna determinante per Pavese (a parte la madre, che ci mise certo del suo, più di quanto normalmente succede) fu Tina Pizzardo, la “donna dalla voce rauca”. E’ a causa dell’amore (non ricambiato) per lei che Pavese finisce in carcere e poi al confino in Calabria. Al ritorno a Torino, dopo che amici e parenti non hanno dato a Cesare alcuna notizia di lei, Tina è già sposata con un altro. Pavese sviene sulla pensilina della stazione.
Da quel matrimonio nacque Vittorio Rieser, che chi ha frequentato la storia del Movimento operaio (non solo torinese) ricorda.
Per saperne di più su educazione sentimentale e antifascismo bisognerebbe forse leggere Donne in oggetto. L’ antifascismo nella società italiana, 1922-1943), Bollati Boringhieri

 

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