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Che l’esser nati prima – c’era la legge truffa,
la guerra detta fredda, lo scandalo Montesi,
Coppi nella radio e il più nascosto Gladio –
sia stata una fortuna, va pur detto.

Lo so che l’aria odierna è irrespirabile e
che i miasmi, fluenti un tempo dai tombini,
blobbano invece, adesso, dal televisore
e non ci basta un Crozza per mutar l’umore.
Sia detto fra parentesi che il Crozza,
citato stamattina sorridendo dalla sportellista della banca,
mi lascia per lo meno indifferente,
poiché usiamo l’ironia diversamente.

Giusto a Gozzano, Gustavo Guido, spettano i rimpianti.

Noi che lo vivemmo – e con che grinta e con che amore –
il tempo del risveglio accesi al sacro fuoco,
e ripiegammo scomodi nel mite e sonnolento,
culliamo bei ricordi e rimpianti diamo al vento.

Anna non piangere – canta Dimitriadi -,
volgendo dal tedesco al nuovo greco
il testo di colui che in rime nette
dalla parte del torto si sedette.
Delle vittorie che ci porterà il futuro,
– (Anna non piangere) canta la Maria –
lasciamo dire ai renzi dall’ineffabil grugno,
ché a noi, si sa, non ci terranno in pugno.
Mai.

P.S. Lo stimolo a queste righe un po’ bislacche l’ho trovato qua, ma tutti sappiamo che si può trovare ogni giorno in molti altri racconti ancora.
Effettivamente stavo in coda per pagare i soliti balzelli di fine anno e la gentilissima signora lì davanti, forse scorgendo il manifesto fra le mie carte, ha citato Crozza. Ho accondisceso sorridendo senza dirle che il comico non mi appassiona.
Il tempo del risveglio (per lui il Risorgimento) e quello mite e sonnolento, sono parole rubate a Gozzano, da quella poesia dedicata alla città dalle “dritte vie corrusche di rotaie”, quella della mia “infanzia remotissima … la scuola … / la pubertà … la giovinezza accesa … i pochi amori pallidi …” (no, qui dissento, pochi sì, ma fiammeggianti).
Maria Dimitriadi (1950-2009), assieme alla Farantouri una delle più note interpreti di Theodorakis e della canzone politica greca, incise nel 1978 “Canti della libertà” un disco con testi di Bertolt Brecht e musiche di Thanos Mikroutsikos (per qualche tempo anche ministro della cultura in Grecia dopo Melina Mercouri). A suo tempo, il testo (Anna non piangere; in originale Lied tedesco 1937) era stato musicato anche da H. Eisler, e in tempi più recenti cantato anche da Milva.

qui il testo in italiano.

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