Mentre il paese va sott’acqua, un modo per stare a galla comunque è quello della sinistra del Pd di fare opposizione a Renzi. L’opposizione di sua maestà. Se al nome corrispondesse la cosa, come quando alle cose ancora corrispondevano i nomi, dire sinistra della sinistra sarebbe come dire trotzkisti, lotta continua, quarta internazionale, Rosa Luxemburg e cose così, insomma. Naturalmente tutto ciò non ha alcun senso, posa le basi sulla sabbia (oddio, sull’acqua di questi giorni, per meglio dire), poiché muove dall’errato presupposto di considerare il Pd una forza politica di sinistra (Doppio errore: non solo di collocazione, ma anche il considerare forza politica un partito ridotto al suo solo leader, ai suoi tweet e all’andamento dei sondaggi mette profonda malinconia).  Stop. Chiuso.

Sinistra della sinistra dicevo. Sarà per via dell’autore che mi è venuta in mente Lotta continua. Dopo il caffè ho letto uno degli articoli di apertura su Repubblica di oggi. Un articolo tutto luci e inquadrature, esattamente come può scriverlo un regista (e lui lo è); un regista cresciuto in periferia, una periferia dal nome evocativo, in questo senso – e soltanto in questo senso – Mirafiori e Tor Sapienza si assomigliano. E al fascino dei nomi non si sottrae neppure lui , il regista,  che ritornando verso casa non può non ripensare alla toponomastica, (e chissà se le strade cambiassero di nome , e il viale fosse stato intitolato a Rodolfo Morandi, se quella storia poteva essere diversa) a Giorgio Morandi e alle sue nature morte e ancora una volta alla luce.

Gesù, fate luce!, scriveva quello.

Quanto resisteremo ancora sott’acqua?

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