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Io non sono un fanatico di 007. Credo d’aver visto pochi suoi film ed aver forse letto Missione Goldfinger.

Però il mio nipotino più grande ama farsi raccontare storie, e così, una volta che non avevamo libri sottomano, mi sono inventato di sana pianta un’avventura di 007, insistendo in particolare sulle caratteristiche della sua automobile: alettoni che spuntano, mitragliette ai posto dei fari, sedili che si sganciano salendo in aria come elicotterini, serbatoi retrostanti che sparano fumo per confondere gli inseguitori e così via. Che 007 sia ferocemente antisovietico non mi è parso opportuno farglielo notare, al momento è per lui soltanto un agente vincente al servizio del Bene; ciò lo rassicura. Col tempo, se ne avrò occasione, metteremo gli opportuni paletti. C’è un dato, però, sul quale mi son mantenuto fedele, ed è la figura di miss Moneypenny. Da quella prima volta, ci son poi state altre occasioni di ‘mettere in scena’ un’avventura di 007 ma non ho mai trascurato un identico inizio: quello che vede James uscire dall’ufficio di M incrociando lo sguardo innamorato di miss Moneypenny , che nel mio racconto è diventata Molly Penny (due nomi, così come due nomi avrà la futura sorellina del mio nipotino). Lo sguardo e le parole (sempre le stesse) che Molly Penny rivolge a James fanno scompisciare dalle risa mio nipote e poi la storia può partire.

Ultimamente ci siamo dedicati al racconto delle vicende di Ulisse (dal cavallo al Ciclope) e Molly Penny era passata un po’ in cavalleria, ma m’è tornata in mente stamattina mentre leggevo la Repubblica seduto davanti all’ingresso della mostra di fotografie di Tina Modotti, allestita anche per l’entusiasmo senza condizioni della nipote grande.

Assolutamente digiuno di gossip, scopro solo ora che la prima moglie di Jan McEwan si chiama Penny. Digiuno di gossip e non solo: pochissimi sono i libri di McEwan che mi son piaciuti, Amore fatale, Espiazione, Miele così così, non i racconti. E dire che sono scritti bene, eh! Diciamo che così, a pelle, sarei quasi propenso a stare dalla parte della prima moglie; ma non mi voglio sbilanciare.

Il punto è che, mentre attendevo, non ho potuto fare a meno di pensare questa a canzone e alla miss Moneypenny diventata per noi due Molly Penny. “Me la spedirai una cartolina, James?” E lui ride.

Nel pomeriggio, dopo un deludente “Lombardia”, ancora Portici e ancora carta. Mentre nella piazza a fianco qualcuno pregava in silenzio il ritorno del dio biblico che annientò Sodoma.

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