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Nella “libreria più lunga del mondo” (quasi due chilometri di libri) puoi scegliere: dai fondi di magazzino (quattro libri per 10 euro; rarissime le “chicche” a prezzi inarrivabili), ai soliti “ultimi usciti” che sfoggiano increduli una freschezza di stampa, destinata presto, per la maggior parte di loro, a inaridire fra la polvere già divorata dai loro fratelli.

In compenso la monotonia architettonica di via Roma non offre molteplici punti di riferimento: – siamo qui davanti a Zara, ma dall’altra parte. Perché ormai diseducati, non solo dall’abuso del tom tom, ma anche dal tam tam televisivo, punti di riferimento ormai ne abbiamo pochi: – Rodotà … quello là .. vecchio. – Ah! sì, quello che volevano fare presidente.

In questo gran mercato dell’invenduto che va agli esami di riparazione (esami facili, come sappiamo, tant’è che , inspiegabilmente, pare si venda), c’è chi si propone: – Salve , io sono un autore, le piacciono i gialli? (avevo appena ri-acquistato il Tabucchi che tenevo in mano!); – Buongiorno – ampio gesto della mano aperta rivolta verso l’alto – questa è la nostra bancarella. C’è di tutto.

Appunto.

In mezzo alla piazza, sotto un tendone, l’attore legge con professionale maestria pagine di Dino Campana. Al pubblico – anche qui inspiegabilmente numeroso, considerato l’esiguo spazio scolastico normalmente riservato a Campana – la voce del lettore giunge col sottofondo incessante di mandolini e chitarre posti appena lì fuori. Difficile riuscire a comprendere quale attinenza vi possa essere fra il poeta di Marradi e il “bello guaglione” che fa da controcanto alle sue poesie. Chiedere info a Sibilla Aleramo.

Non va meglio nella conferenza successiva, quella per la quale mi ero mosso. Alla vicenda dell’inquieto giudice cattolico, pistolettato dai terroristi, toccano gli acuti di “O sole mio”. Qui la gente è poca, nonostante il docente universitario, che accompagna lo scrittore, goda di buona fama. Ha detto che il romanzo è la storia di un padre e di un figlio che non si sono mai incontrati. Sottoscrivo e aggiungo quel che ho postato su FB: se un libro t’è piaciuto poco, è probabile che lo scrittore ti piaccia ancor meno. Vale il contrario.

Purtroppo non è una regola.

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