Il film è piacevole, val la pena di far mattina davanti al televisore, anche se con un protagonista cileno fuggito a Parigi negli anni di Pinochet mi aspettavo una storia un po’ diversa. Ma forse io sono troppo prevedibile, e allora è giusto così, che ogni tanto mi faccia sorprendere disarmato.

Quei “Secretos” che danno il titolo al film sono, in sostanza, un’inafferrabile verità, una realtà che smentisce continuamente se stessa, ponendo lo spettatore al centro di un labirinto dove nessuna identità è più davvero riconoscibile. Mi son piaciuti molto i dialoghi, quelle parole che affermano una verità per poi smentirla nel breve giro di una frase. Proprio stamane me n’è tornata in mente una pronunciata dal protagonista.

In questo Paese è difficile essere clandestini. Difficile? Impossibile, risponde il suo interlocutore.

Non ho mai atteso alla clandestinità, naturalmente, quale condizione di esistenza. Situazione di vita, fra l’altro, oggi quanto mai lontana dal sentire comune, travolto da uno tsunami di protagonismo verbale e visivo che rende assolutamente superflua o ridicola l’affermazione di Warhol circa il famoso quarto d’ora.

Eppure. In coda per la conferenza inaugurale di Torino Spiritualità (l’ho già detto che qui, nell’ex company-town, le fabbriche chiudono ma non ci facciamo mancare eventi purchessia? Sì forse l’ho già detto), più che altro per tenere un posto che poi si rivelerà non necessario, vengo riconosciuto. Lunga chiacchierata con un ex collega. Va bè, questa è facile; così come salutare fra gli incolonnati un compagno dei tempi lontani, o la collega di lettere con la quale ci siamo scambiate le classi un paio di volte in vecchi esami di maturità.

Meno consueto, invece, è sapere che, il giorno dopo in un’aula scolastica torinese, un paio di allieve dicano all’insegnante che eri in fila proprio davanti a loro. Considerato il fatto che t’hanno visto una sola volta (e di sfuggita) un paio d’anni prima, l’omaggio alla memoria visiva mi pare scontato. Chapeau!

(A domanda hanno risposto che (io e la loro Prof) abbiamo lo stesso modo di sorridere. Anche il dettaglio ha la sua importanza). Come la canzone qui sotto.

http://youtu.be/aUqNHAPe4_8

Annunci