Sto leggendo l’ultimo di Valerio Varesi perché “Il rivoluzionario” e “La sentenza” (di primo acchito m’era venuto in mente: La sconfitta e anche questo avrà un perché) m’erano piaciuti assai. Equivocando avevo inteso che quest’ultima “Strategia della lucertola” doveva collocarsi ne filone dei due citati, invece è l’ennesimo caso del commissario Soneri (d’altra parte il titolo per esteso non si presta ad ambiguità, ma ormai ero lì, col libro in mano …). Ora, Soneri non mi è antipatico, anche se purtroppo leggendone le storie non si riesce del tutto a staccarsi dall’immagine di Barbareschi (che invece sta alla mia simpatia come la grandine ai vigneti), e in questa storia è ancora più malmostoso del solito, esattamente come lo siamo stati tutti* in quest’ultimo ventennio scorrendo al mattino i titoli dei giornali assieme al primo caffè. Ecco, sì, è la solita indagine di Soneri ma con troppa cronaca dentro. Si salva giusto qualche riflessione sul mondo circostante, qualche bottiglia di vino e la nebbia.

*Non tutti; tutti quelli che arrivavano al semaforo rosso in Vespa bianca e dicevano: “io faccio parte di una minoranza”.

This song for this book.

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