Ma sì che va!(come diceva la Carrà) Ché poi alla fin fine è sembrato andar bene anche così. Tolte un paio di citazioni che effettivamente erano eccessive …, approvato. Anzi: unanimità di consensi, talora persino eccessivi (ma fanno piacere).
Certo, dovendolo riscrivere da capo, gran parte del materiale musicale andrebbe rivisto, io questa non me la perderei, per esempio:

A Natale m’han regalato questo libro, azzeccato perché il livello della mia ipocondria vien pareggiato solo dalla mia passione per la lettura.
Pur tenendo conto di tutti i limiti del libro, ho provato a sfogliare l’indice dei titoli per avere qualche indicazione su di me, per verificare se alcuni titoli che più mi aggradano, o sui quali ho un ricordo particolare, davvero assomigliano alle mie “paure” diciamo così.
Sergio Atzeni, Il figlio di Bakunin; indicato per chi soffre di dismorfofobia (riconducibile ad una bassa autostima). Libro molto bello, ma non credo di averlo apprezzato per quel motivo.
Giuseppe Berto, Il male oscuro; indicato per chi soffre di depressione (non sono arrivato ancora fino lì), in compenso fra gli antidoti alla depressione ho trovato: Donna Flor e i suoi due mariti e La donna della domenica.
Curiosa, invece, l’indicazione fornita per un romanzo ch’io considero fondamentale per conoscere l’Italia del miracolo economico. La vita agra di Bianciardi è consigliata, infatti, sia a chi ha problemi d’alcolismo, sia per la sindrome premestruale. Stando a questo non avrei mai dovuto leggerlo, invece l’ho anche riletto, e volentieri, assieme ad altri dello stesso autore. Del resto non sono neppure astemio, pertanto non ho bisogno di rileggere Chandler (loro consigliano Addio mia amata, ma a me piacquero tutti).
Di Calvino se ne citano soltanto alcuni, e Marcovaldo parrebbe una mano santa contro i reumatismi. Quando lo lessi di sicuro non ne pativo, per i prossimi anni magari lo sfilo dalla libreria e lo tengo qua vicino.
Camus, Lo straniero. Questo magnifico racconto che lessi diciottenne sembra adatto per chi soffre di mal di denti. Peccato non averlo saputo allora: l’avrei letto più lentamente e mi sarei forse risparmiato oggi cure costose dalla mia dentista.
Tutto si può pensare, ma che un romanzo come La ragazza di Bube sia utile per farsi un bel pianto liberatore, mi suona un poco strano. Mi fan piangere di più (ma in altro modo) i libri di Pansa sulla Resistenza! D’altro canto le mie idee e quelle delle autrici sulla Resistenza divergono un po’.
Non si può infatti pensare che l’immenso Fenoglio di Una questione privata, possa davvero porsi come rimedio per il mal d’amore.
Come antidoto al pessimismo mi aspettavo qualcosa di meglio. Sarà che Robinson Crusoe lo lessi quando il mio pessimismo era soltanto in fiore e non pianta angolare del mio giardino, ma … Rileggere?
Per quelli della mia età (che in sé e per sé non definirei ancora una malattia, comunque), si consiglia la lettura di due romanzi che più diversi non si può (ma è pur vero che si può essere diversamente sessantenni): Lessico famigliare oppure Ieri di Agota Kristof. Forse dipende dal come ci si arriva; io per non sbagliare li ho letti in anticipo entrambi.
Sul desiderio di andare lontano, ambizione che pare difficile curare con un libro o anche più, le autrici consigliano Per chi suona la campana. Sfilo e leggo prima di partire il mese prossimo per Barcellona (ma c’è di meglio).
Tendenza a procrastinare. Non so se il rimedio è appropriato, ma il sintomo c’è e il libro è magnifico: Quel che resta del giorno.
Fra i disturbi della lettura si colloca, secondo le autrici, il desiderio di sembrare colti. Supposto che ciò sia vero e che, seppur minimamente, la cosa mi riguardi, ho già a suo tempo letto La marcia di Radetzky, considerato qui un contravveleno; un libro che ho perfino annotato ai margini per quanto mi piaceva.
Lettura (o musica), ma la tristezza ci accompagna lentamente e senza spingere, una presenza non opprimente che tuttavia ci costringe a voltarci indietro quando ci pare che lei si sia fermata per bere alla fontana. Fra i rimedi consigliati c’è uno splendido Saramago: L’anno della morte di Ricardo Reis, oppure il Triste, solitario y final di Soriano.
Consigliare la Coscienza di Zeno a chi voglia smettere di fumare, mi pare davvero una mossa falsa. Per il momento io non ho ancora deciso di.
Ed infine due Tabucchi: Sostiene Pereira e Requiem. Dice che servono ad elaborare il lutto e ad affrontare le crisi di identità.
Troppo banale, mi sa che ‘sto libro ci voleva solo prendere in giro.

Annunci