A me dispiace un po’ lasciare queste pagine in bianco, ma non sono grafomane, scrivo su sollecitazione. E così, se non vengo sollecitato, lascio andare, tanto nulla va perduto: i pensieri importanti, quando ci sono, quelli tornano, sanno la strada. Il resto è acqua che scorre, anzi: meno ancora, ché l’acqua è un bene primario e un giorno non ce ne sarà più neanche sugli scaffali dei supermercati.

Anche l’uomo intervistato in questo momento alla radio è un ex. Sta dicendo che Picasso sì, forse è un grande artista, ma è cosa che a lui non interessa, lui lo considera un disertore, un opportunista, uno che dipingendo Guernica pensa(va) alla carriera. Naturalmente non lo dice, ma lascia intendere d’avere un numero elevatissimo di “Picasso” nella sua memoria.
Sembra impossibile, eppure ci sono quelli che usciti fuor dal pelago non si voltano indietro a rimirar lo passo o a ringraziare gli dei e a meditare un poco sulla fortuna avuta. No, loro si scrollano di dosso gli abiti inzuppati (e non di sola acqua) e ancora affermano d’aver avuto ragione.
Su Facebook ce n’è un casino, con un bel numero di (più o meno giovani) follower.(che manco c’erano ai tempi di Guernica).

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