a R. & F.
Ieri sera rientrando a casa m’è tornato alla mente il prof. con i due cognomi, che fu a lungo mio collega e che entrambi avete fatto in tempo a conoscere. Mi ricordo bene quando diceva che, per lui, venire al serale era un po’ come andare al club. E’ probabile che così dicendo lui avesse in mente il circolo ufficiali (in corso Vinzaglio, mi pare; luogo nel quale io sono stato una sola volta in vita mia per vedere una bella mostra sui Pittori del Risorgimento, mentre lui aveva forse qualche credito in più per frequentarlo abbastanza spesso), oppure il circolo del whist. Veniva all’ITG con la stessa aria compiaciuta, la stessa voglia di partecipare a discorsi non banali, trattando chiunque con la medesima affabilità che avrebbe mostrato aggirandosi fra quei tavoli di piazza san Carlo.
Ok, conosciamo la storia, poi erano altri tempi, e lui stesso dopo un po’ si mise a parlare fra sé e sé, così che il “venire al club” alla fine si dimostrò quel che – forse – era un po’ sempre stato: una fuga da casa.
Ci pensavo, naturalmente, a proposito dell’orario (per il quale, ovviamente, il prof con i due cognomi non fece mai richieste), in quanto, come già avemmo modo di conoscere gli scorsi anni, il desiderata più diffuso fra i colleghi assomiglia allo slogan utilizzato da una vecchia campagna pubblicitaria che presentava una signora rapidissima nel fare le pulizie del bagno: entrare presto e uscire prima.
Va bene, a parte queste oziose considerazioni, che in verità riguardano soltanto chi non leggerà questa mail, questa è la terza o quarta bozza. Leggetela e suggeritemi senza remore eventuali modifiche (tanto poi se non si può fare non si fa).
(si dice che tutte le cose di questo mondo siano migliorabili … ma ci credevo di più quand’ero più giovane)
buona domenica
m.
“… tu l’anno prossimo non ci sei; abbiamo appena brindato alla tua pensione!”

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