Va bè, è ovvio, data l’età, un mattino ti puoi svegliare e scoprirti figlio di due terroristi. Anche se poi bisogna far quadrare i conti e quindi far scomparire i genitori prima che questi abbiano estratto la pistola, anzi: non è neanche detto che l’avessero una pistola. Dei volantini avevano.
In questa città a pianta romana ci si conosce davvero talmente bene per vie traverse che il pretesto narrativo mi pare poco credibile. Se invece si vuol sottolineare che: 1- la storia si ripete e 2- nonostante le ripetizioni, per qualcuno è sempre e soltanto storia d’oggi, poiché il passato gli è sfilato accanto senza lasciar traccia, allora va bene, il libro può esser utile. Allora persino un personaggio come Carlotta può stare lì dentro, persino Silvia, improbabilissima creatura di un certo clima oratoriale dei tardi anni ’70. L’odierna predominanza di sesso e di arroganza è certamente una pesante lastra tombale per la ricerca di Guido.
Quel che mi piace stava già nei precedenti libri: lo stile, i riferimenti letterari, culturali, sociali, topografici.
Lo sdoppiamento, è chiaro, è un bel problema per molti.

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