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Nel mio primo libro di lettura (a quel tempo i libri in adozione erano due: sussidiario e libro di lettura) c’era il racconto del bambino che salvò un paese dell’Olanda dall’inondazione mettendo il suo dito in un piccolo forellino, una crepa, si suppone, improvvisamente e improvvidamente apertosi nella diga.
E’ un ricordo di mezzo secolo fa, ma non è la prima volta che riemerge.
Le ore trascorrono, il bimbo è lì da solo col suo dito a fermare l’acqua e intanto sopraggiungono la sera e poi il buio della notte e finalmente le lanterne dei soccorritori. Hendrick (così ho scoperto stasera il nome del bambino) verrà ritrovato e ritornerà al paese celebrato come un piccolo eroe. E’ probabile che nello stesso arco di tempo, o pochi mesi dopo, io abbia letto Pattini d’argento. A parte un formaggio rotondo rivestito da una pellicola rossa (che tuttavia non mi piaceva granché, essendo io abituato a mangiarne altri, di ben altra consistenza e più gustosi), quelle due storie erano quanto io sapevo dell’Olanda. Pattini d’argento lo lessi all’età giusta, poiché in quel romanzo c’erano la competizione (quella che poi sarà la politica e la storia) e l’amore, le passioni delle quali mi nutrii in seguito (più o meno fino ai giorni nostri, insomma). Non mancava neppure l’arte: pur non conoscendo ancora Brueghel è chiaro che, dopo, non ebbi difficoltà nel riconoscere alcuni suoi quadri, per esempio. Mancava la musica: è vero.
Ma stasera completiamo. Perché la storia di Hendrick, che come ho detto abita in me da più di mezzo secolo ed ogni tanto si fa sentire, è tornata poco fa sulle note, dapprima in pianissimo poi con un crescendo sempre più percepibile, di questa canzone:
Non sono mai stato protagonista di questa scena da film ricordata nella canzone (che poi è una sorta di patetico remake di una sequenza – non l’ultima – di Casablanca, diciamolo).E neanche Mino Reitano fu tra i miei “amori” … Eppure quel dito …
Perché la memoria preme come il mare del Nord. Se togli il dito … dilaga.
Ed ho l’impressione di sapere perché m’è tornata in mente tutta ‘sta storia: siamo al redde rationem, domani è l’ultimo giorno. Poi i pacchi, i timbri, le firme … ma poi è finita.
E c’è una parte di me che scappa, corre all’indietro fino al piccolo Hendrick.

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