Sessualità e Sessantotto

Make love not war, o più semplicemente: Peace and Love. Molto prima di diventare slogan, spilline colorate da vendersi sulle bancarelle in ogni angolo del pianeta sino ai tardi anni Settanta, queste furono tra le parole più diffuse fra i partecipanti a quella “Summer of love” che radunò decine di migliaia di giovani in California, in un sobborgo di San Francisco nell’estate del 1967. In quel crogiolo di cultura hippie ai bordi del Pacifico si fusero e si confusero protesta sociale, musica e rivoluzione dei costumi, e fra questi la libertà sessuale, proclamata e praticata, fu (assieme al consumo di droghe sino ad allora riservate a gruppi ristretti) uno dei comportamenti più rilevanti.
Echi di questo evento, come verrebbe definito oggi, giunsero in Italia anche (o forse soprattutto) attraverso la musica: If you’re goin’ to San Francisco … cantava Scott McKenzie, aggiungendo che l’estate era stata un “love-in”, densa di sensazioni nuove e positive (qualcosa di più definito rispetto alle Good vibration cantate l’anno precedente dai Beach Boys).

(il seguito soltanto su richiesta)
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