Questo volevo postarlo qua: http://ungrandeavvenire.wordpress.com/ ma non mi è riuscito.
Non che ci sia molto da sperare, in verità, magari qualcosa da un anticipo di primavera, magari un soggiorno a Berlino, o un sorriso inatteso, oppure un bel libro (l’ultimo è stato Il rivoluzionario di Valerio Varesi, ma anche la rilettura di Treno 8017, di Perissinotto, mi ha scaldato il cuore).
Insomma: poca roba, poca di quella che conta s’intende.
La cosa che forse fa pensare è che sia dovuto andare tanto indietro (qui era il ’73) per dare corpo musicale alla speranza. Mentre allora, a quel tempo là intendo, neppure la si viveva come speranza, ma come inveramento …, come se domani (lascia perdere Mina).
Stamane a Radio 3 parlavano di quello là, del comico, dei giovani che l’hanno votato, ed hanno fatto ascoltare quella strofa di Dylan che inizia così: Come mothers and fathers /Throughout the land …
Forse è vero, i tempi stanno cambiando un’altra volta, ma … (come da titolo).

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