ANCH’ IO HO COMMESSO UN ERRORE
on air (musica adeguata allo stato d’animo)
non così fatale come quello del non mai dimenticato ispettore Rock, ma insomma … Non così ingenuo come quello dei promotori di Cambiare si può, che si son visti scippare lista e progetto dai soliti noti, ma insomma …
Ho messo in relazione questo blog con il mio account di FB: eccolo l’errore.
Ero pienamente consapevole del fatto che non avrei dovuto lasciarmi tentare, anche perché non me ne veniva alcun vantaggio e i miei modi d’essere, qui e su FB (non così differenti, peraltro), stavano insieme tranquillamente anche se separati.
Comunque l’ho fatto e la risposta (anonima) è stata immediata.
(….)
Bisogna avere rispetto per i libri.
E loro ne hanno: tanto. Tanto che non si riesce a capire come non trovino il tempo per leggerne qualcuno ed imparare qualcosa.

Ma tutto questo merita la mia attenzione?
No.

Tagliarsi i ponti alle spalle. Metafora di origine bellica.
Non so, forse risale ad Orazio Coclite; non fosse che le mie poche competenze (e predilezioni) prendono le mosse dall’Alto Medioevo, potrei essere più preciso (cercare su Wikipedia).
In ogni caso, che sia Coclite o no, mi figuro che andare in pensione corrisponda esattamente a questo: tagliarsi i ponti alle spalle.
E’ ben vero che quel poco ch’è rimasto assomiglia più ad un ponte tibetano che ad un ponte di pietra con archi a tutto sesto, i quali, fra l’altro, nulla hanno a che fare con Coclite (il suo era certamente in legno, ché avrei voluto vederlo a distruggere con la daga un ponte in pietra!).
Ma forse non esiste neanche più il ponte tibetano: non so nel resto d’Italia, ma qui a Torino, tanto per dire, se fosse ancora in vita potrebbe candidarsi tranquillamente per il PD anche Carlo Donat Cattin, senza scandalo per nessuno.
Più a sinistra? Più a sinistra c’è soltanto il pubblico che affolla gli uffici dell’Inca CGIL. Hanno le stesse facce e gli stessi abiti di 40 anni fa: disoccupati, invalidi, in attesa di pensione.
PS Il ricordo di quel che segue è ancora più profondamente incistato che il De Andrè iniziale (avevo 7 o 8 anni).

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