Tag

,

Renzi (parola che il correttore non riconosce) ha dovuto fare la maratona di Firenze, ora stanco riposa e voterà nel pomeriggio; mentre io la coppa l’ho vinta stando seduto qua (anzi l’ho vinta l’altro giorno, ma tant’è). Per la verità, uno che da il via ad una gara in cui lui stesso è un concorrente fa sospettare che, se dovesse girare un film, vorrebbe per sé la parte del Cristo portacroce ed anche quella del Cireneo (l’importante è che arrivino ad inchiodarlo su una delle tre).
Arrivino. Io non ci vado.
Mi dispiace per Vendola, ma è giusto che lo votino quelli che davvero credono in lui. Io sono stanco. Appartengo a un’altra epoca e non faccio sforzi di giovanilismo.
(PS. In realtà poi sono andato: sono arrivato 3°)
Questo partito nato orfano e senza un briciolo di cultura politica, deve ancora dichiarare in cosa crede e cosa vuole, per intanto appoggia un governo che mi è ostile e non fa troppi sforzi per nascondere che, putacaso ci fossero elezioni – quelle vere, finirebbe col dar seguito a quel che ci ha propinato un governo che di tecnico ha soltanto il nome, avendoci saputo infilare gli stessi bastoni (e carote) laddove li infilavano i governi precedenti. Assieme alla balla, ben confezionata dai media, che dice: o così o peggio.
Questo partito di “senza famiglia”, che poi in realtà cita Giovanni XXIII o il cardinale Martini, come è stato puntualmente sottolineato (mancava soltanto don Gallo: così ricompattavamo almeno un terzo dei cattolici). A questo partito resta soltanto un retaggio da smaltire nella differenziata: la parola partito, appunto.
Eliminatelo e fatevi un club: magari verso quest’ora passeremo a prendere un tè.
Già, ma se fanno un club ti lasciano fuori: non sei iscritto.
Giusto. Contrordine compagni: il tè delle 17 con Tabacci e Crozza al club dei Democratici è annullato.

Annunci