(per un amico che ritorna dalla vacanza al mare)
Gaeta … Fu la mia prima volta al sud. Scoprii che le case non avevano il tetto spiovente ma terrazze sulle quali la notte si poteva stendere il sacco a pelo per dormire.
A Torino avevo separato le mie vacanze da quelle della figlia di un carabiniere che mi piaceva assai (la figlia, non il padre … siciliano, lavorò con Dalla Chiesa), mi piantò qualche anno dopo. Adesso è su Facebook: ingrassatissima e ancora sorridente e di sinistra, se vogliamo, ma … non c’è alcun rimpianto.
Nel juke-box del bar della spiaggia ero l’unico a gettonare Alice (di De Gregori), forse perché presentivo che mi sarebbe toccata la sorte di Cesare “perduto nella nebbia ad aspettare il suo amore ballerina”; ma che quei tempi là fossero già quelli della fine di un sogno iniziato con le camicie a fiori di Antoine e col vento che soffiava dagli States di Dylan l’avrebbe dovuto suggerire quell’altra canzone: The long and winding road. I favolosi quattro, oramai, non c’erano già più.
Il resto degli avventori, in genere, gettonava Messico e nuvole (o altre cosine da Disco per l’estate) perché Jannacci è sempre stato considerato- erroneamente – un cantante divertente, e d’estate, al mare, ci si va per divertirsi (questo lo sapevamo dai tempi de Il sorpasso e di decine d’altre commedie all’italiana -elogio al genere- farcite di bikini e ombrelloni). Scoprii un bel po’ di tempo dopo che proprio lì, tra Formia e Gaeta, andava al mare, da Roma Napoli e dintorni, un bel mucchio di “neri”, in attesa che arrivasse l’autunno con le spranghe e i caschi in piazzale degli eroi (ma qualcuno anche nella milanese san Babila. A Torino no, a Torino meno, anche se assai pericolosi, va detto).
Ecco: la mestizia dei ricordi; anche se, non è molto tempo fa, qualcuno mi disse che in quell’estate io gli feci scoprire: Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me / I’m not sleepy and there is no place I’m going to, ma non può essere vero: io non ho mai cantato in inglese se non we shall overcome (che – naturalmente – resta una pia illusione). Certo: si dormiva poco in terrazza.

PS. Con De Gregori rimane in comune unicamente la malinconica caduta dei capelli che avevamo allora.

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