Seduto sul water. Leggevo?, non so, non so neppure se ero io, diciamo che il disgusto, o meglio il fastidio, somigliava al mio. Anche la stanza da bagno poteva essere quella d’un tempo: lunga e stretta, con la luce che proviene da sinistra. La piastrella rotta, in basso, fra il muro e il pavimento non so se appartiene allo stesso sogno o al ricordo di un sogno precedente (oppure alla realtà, perchè anche nel bagno attuale c’è una piastrella rotta: un triangolino scheggiato che si muove ogni volta che lo urti con la scopa. Cosa vorrà dire?).
Insomma: son lì seduto sul water e scopro che è successo un disastro (quando?): non c’è più una sola piastrella rotta, ora manca l’intera fila delle piastrelle in basso, fra muro e pavimento, per la verità manca anche il muro retrostante, restano dei frammenti che non impediscono di vedere al di là, una luce grigio-azzurra, da soffitta o da cantina, nella quale si aggirano dei gatti; grossi. Ce n’è uno col pelo color nocciola che s’infila sotto e mette la testa di qua, allora ho preso una piastrella grande, una specie di lavagna piccola e gliela ho messa davanti. S’è ritirato.

Ecco: forse sarebbe interessante sapere chi sono i gatti.
Sì, non sto molto bene: insoddisfatto, irrealizzato, irrequieto. Può bastare?

Ha ragione Fra, i Modena non hanno più nulla da dire.

(mi sto stancando anche della musica? complice questa full immersion in Theodorakis e co.?. Intanto, fra le pagine del libro appena comprato scopro che l’ex rivoluzionaria non pentita insegna Musicologia. Evaffanculo).

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