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“Chi ha scritto queste pagine è uno scrittore di letteratura. Ormai in Italia, come in un gioco di prestigio, dalla letteratura è scomparsa la vita, quasi che questa fosse portatrice di inferiorità rispetto a una condizione alta, felice e intangibile che sta altrove, anche se non si sa bene dove. […] Misurarsi con la vita può far male, specie se lo si fa senza eccessive mediazioni letterarie o romanzesche. Lo hanno fatto altri scrittori in passato e l’ho fatto a lungo anch’io, come queste pagine testimoniano. Ma non lo si può fare per sempre. E’ giusto che uno scrittore, a un certo punto, ceda il testimone della visione diretta della realtà e riprenda i suoi strumenti più consoni. E’ quello che faccio, chiudendo questo libro. Il futuro è di vostra competenza: pensateci voi.”
da: A. Tabucchi, L’oca al passo, Feltrinelli, 2006
Ero convinto che in Sostiene Pereira avrei trovato un titolo, una musica. Invece l’unica citazione esplicita che mi pare d’aver trovato è O sole mio, che non va bene. E allora ho scelto questa. Ad uno come lui, nato nella terra di Pietro Gori, dovrebbe piacere.

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