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Una razza una fazza? Sarà per quello che da un anno mi sono innamorato di Maria Farantouni, ma così apertamente e senza ritegno che il coniugale refrein: non si potrebbe spegnerlo ‘sto disco? è ormai la parte conclusiva dell’automatica sequenza: avvia il motore, innesta la prima, sblocca il freno a mano e rilascia la frizione (e occhio al ghiaccio per terra che qua, sotto la collina, fatica a sciogliersi).
Maria Farantouni più di Maria Dimitriadi (r.i.p.), nonostante quest’ultima pare sia stata un po’ più comunista della prima (ma … stai a guardare il capello adesso!) e malgrado le voci più recenti più giovani e fresche, nonché quelle maschili, che ogni volta ti scopri in una smorfia d’orrore al solo ricordo che Albano ci provò pure lui.
Grecia, Grecia, Grecia. E’ un anno che sto su You Tube a implementare l’hard disk e a maledire il fatto di non aver fatto il classico.

Perché se la guardi bene in faccia la Farantuni degli anni ’60 ’70 assomiglia per filo e per segno a quelle con le quali sfilavi in corteo, con in più quella voce e la rabbia nei gesti che – cazzo – a trovarne così!
Con molta più grinta della Baez (che tuttavia è invecchiata meglio, va detto) e senza paragoni con Mary Travers (r.i.p. pure lei) sulla cui voce pure mi sciolgo quando intona Where Have All The Flowers Gone? che è una delle mie chansons de chevet. Che ci trova di strano, dottore? Lei tiene i libri e io le canzoni, no?
Sì, qualche libro anch’io; ma dicevamo della Grecia. Insieme al glorioso partigiano che mise la bandiera rossa sull’Acropoli, anche Theodorakis ha provato a scendere in piazza l’altro giorno. Il giorno che toccherà a noi (Monti o Tremonti, prima o poi ci tocca – è il capitalismo, bellezza!) forse scenderà in piazza Abbado, chi altri? Per adesso ci toccano le teleprediche di uno che in quegli anni là (sì, sempre gli stessi, è una sorta di coazione a ripetere, dottore) cantava che chi non lavora non fa l’amore e invitava a tagliarsi i capelli perché, tre passi avanti, e sarebbe crollato il mondo beat.
A me i predicatori stanno un po’ sulle palle, tutti – mi sa che ha ragione Marta Vincenzi – qualunque abito indossino.
Poi, è ovvio, i limiti del Pd sono i limiti del Pd.
Si naviga a vista.

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