A me questo filmato piace molto, perché è la cosa più simile ad una traduzione per immagini di quello che il mio cuore sente ogni volta che ascolto questa canzone. Si tratta di una canzone d’amore su una bella melodia di Theodorakis (non che io conosca il greco: mi sono informato), una canzone che in italiano venne cantata da una giovane Zanicchi, che allora frequentava la tivù ma anche le Case del Popolo da Piacenza a Ravenna. A me la Zanicchi non piaceva neanche allora, eh!, neanche quando cantava: C’è un fiume amaro dentro me, o Il ragazzo che sorride et similia, preferivo e preferisco (sempre per rimanere là, dentro le Case del Popolo) la Identici, mi sembra più intelligente ed era anche più carina.
Una canzone d’amore, insomma, come ce n’erano tante, per la quale Sandro Tuminelli (lo vidi in tivù, allora, a che proposito?) scrisse una versione che mi pare non indegna del testo originale. Ci amavamo, passa il tempo, non ci amiamo più. Ora che è più faticoso vivere, il nostro sogno se n’è andato in fumo e l’amore non è che polvere.
Dice: E questo che c’entra con le immagini?
Eh! C’entra, c’entra e ci sta largo, perché noi l’abbiamo vissuto un sogno ch’è finito in fumo, ed è esattamente quello che, in qualche modo, viene rimembrato da alcune immagini del filmato anche se lì siamo certamente dentro ad un corteo sulle cui motivazioni mi piacerebbe essere più preciso. E dentro a quel sogno c’era un sacco d’amore, naturalmente, sia per il sogno in sé che per quelli che sognavano con noi. Dal punto di vista dell’aderenza al testo è chiaro che anche le altre immagini (che si riferiscono al ’74, al primo concerto dopo la caduta della dittatura dei colonnelli), non c’entrano per niente. Anzi: Maria Farantouri sta cantando altro (e se non ne foste convinti, controllando altri filmati su YouTube, basterebbe notare i pugni chiusi che si alzano fra gli spettatori). Però ogni volta che la Farantouri intona il ritornello a me torna in mente quel sogno ch’è andato in fumo.
Qui la Zanicchi col testo di Tuminelli

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